Il tesoro di una terra è la storia dei suoi prodotti

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Il Museo della Civiltà Contadina accoglie Stefano Cosma come nuovo direttore

Fonte: Rebecca Arrigoni

Chi è Stefano Cosma

Avvocato, saggista e giornalista, Stefano Cosma è una figura di riferimento per la valorizzazione della storia e delle tradizioni del panorama friulano. Nato a Trieste e attualmente residente a Gorizia, Cosma ha dedicato gran parte della sua attività alla comunicazione e all’enogastronomia, sempre promuovendo il patrimonio culturale del territorio.

Nel corso della sua carriera ha infatti collaborato con diversi enti culturali del Friuli-Venezia Giulia, curando mostre e pubblicazioni storiche: è autore di libri sulla storia locale e sui vini, ha scritto la storia del Tocai, della Vitovska e della viticoltura del Goriziano. Gestisce inoltre i mensili Fuocolento ed Esquisito ed il quadrimestrale Bubbles’ Italia, collabora con il quotidiano Il Piccolo, con il periodico di economia Espansione, nonché con la guida Vinibuoni d’Italia, e con alcune guide del Gambero Rosso.

Ha dato il suo contributo anche in occasione degli eventi De gusto, presentando alcuni libri sull’enogastronomia regionale e curando diversi workshop con aziende del territorio per promuovere i loro prodotti.

Il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale

Nel 1992 ad Aiello del Friuli (UD) la famiglia Formentini fondò il Museo della Civiltà Contadina del Friuli Imperiale, uno dei più ricchi e articolati musei etnografici del Nordest. Il patrimonio del museo è costituito infatti da più di 20.000 oggetti, suddivisi in 3 grandi edifici, che narrano della vita quotidiana, del lavoro e delle tradizioni contadine tra il 1500 e il 1918, periodo in cui il territorio friulano era parte dell’impero Asburgico.

Grazie al recente ingresso del museo nella rete MESS – Museo regionale Etnografico Storico e Sociale - il museo si è affermato anche come centro culturale attivo, promotore di iniziative educative, laboratori didattici, pubblicazioni, visite guidate e collaborazioni con associazioni e istituzioni locali. La sua missione è duplice: preservare la memoria del passato e trasmetterla alle nuove generazioni.

Il ritorno alla direzione di Stefano Cosma, già conservatore tra il 1992 e il 2000 e da sempre legato al progetto museale, rappresenta dunque una scelta di continuità: sotto la sua guida, il museo si prepara a rafforzare il dialogo con il territorio e ad accrescere la propria funzione divulgativa.

La direzione 

Alla fine degli anni Ottanta, Stefano Cosma, aveva curato la mostra sui Borboni di Francia in esilio a Gorizia, seguita da un’altra esposizione al Museo del Vino a San Floriano del Collio. Durante il periodo universitario fu tra i principali ad allestire il museo di Aiello per la prima apertura al pubblico del ’92.

Il ritorno di Stefano Cosma alla direzione nella terza settimana di luglio 2025, come afferma Michele Formentini -presidente dell’Associazione culturale musei e rievocazioni storiche-, è una grande soddisfazione ed ha un importante valore per il futuro dell’istituzione. Cosma ha accettato l’incarico pur mantenendo i suoi attuali impegni, tra cui la direzione dei mensili e l’attività nell’ambito della comunicazione.

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