Negli ultimi decenni, i dolcificanti sono diventati una presenza costante sulle nostre tavole. Utilizzati per ridurre l’apporto calorico mantenendo il gusto dolce, sono spesso presenti in bevande light, prodotti "senza zucchero", alimenti per diabetici e gomme da masticare.
Ma quanto ne sappiamo davvero su questi ingredienti. Quali sono i benefici, e quali i potenziali rischi legati al loro consumo. Innanzitutto i dolcificanti si dividono principalmente in due categorie: naturali tra cui stevia, eritritolo, xilitolo, sorbitolo e artificiali tra cui aspartame, acesulfame K, sucralosio, saccarina, ciclamato.
Questi ultimi sono spesso centinaia di volte più dolci dello zucchero e ne bastano quantità minime per ottenere un sapore dolce.
L’uso moderato dei dolcificanti può portare alcuni vantaggi sul controllo del peso in quanto riducono l’apporto calorico totale se utilizzati al posto dello zucchero ed anche sulla gestione del diabete, in quanto non dovrebbero influenzare i livelli di glucosio nel sangue (soprattutto i dolcificanti non calorici).
Tuttavia gli studi dimostrano che i dolcificanti possono avere un impatto sulla glicemia, anche se non tutti sono uguali. Alcuni, come la stevia ed eritritolo, sono noti per avere un impatto minimo o nullo sulla glicemia, altri, come sucralosio e saccarina, inducono un aumento significativo della glicemia dovuto ad un’alterazioni della composizione della flora batterica intestinale (microbiota).
Per cui, il consumo abituale di dolcificanti artificiali riduce il controllo dei livelli di zucchero, stimolando una elevata presenza di livelli post-prandiali di glucosio e predisponendo gli utilizzatori allo sviluppo di diabete di tipo 2.
Un consumo eccessivo può scatenare altri effetti collaterali, tra cui: problemi gastrointestinali (gonfiore, gas, diarrea o stitichezza) soprattutto in soggetti sensibili o se consumati in grandi quantità; generare falsi segnali al cervello, in quanto influenzano negativamente il senso di sazietà o aumentano il desiderio di cibi dolci, portando paradossalmente a un maggiore consumo calorico; effetti neurocomportamentali, l’aspartame è stato oggetto di dibattito per presunti effetti collaterali su umore, memoria e comportamento.
Le principali agenzie sanitarie (EFSA, FDA) ne hanno confermato la sicurezza entro i limiti di assunzione giornaliera consigliati, ma la questione resta aperta per alcuni ricercatori. Le principali autorità sanitarie internazionali (OMS, EFSA, FDA) ritengono che i dolcificanti siano sicuri se consumati entro le dosi giornaliere ammesse. Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel 2023, ha sconsigliato l’uso prolungato di dolcificanti artificiali come strategia per perdere peso, sottolineando che i benefici a lungo termine sono incerti e potrebbero esserci rischi potenziali. I dolcificanti non sono pericolosi di per sé, ma come ogni cosa, è la dose che fa il veleno.
Possono essere utili in determinati contesti (es. diabete, controllo del peso), ma non devono diventare un sostituto sistematico degli zuccheri naturali o uno strumento per mantenere abitudini alimentari poco equilibrate. La soluzione migliore. Educare il palato a un gusto meno dolce e prediligere alimenti freschi e naturali, riducendo gradualmente sia zuccheri che dolcificanti.
(Articolo della dott.ssa Maddalena Della Bianca)